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Duomo
S. Giovanni B.
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DUOMO DI SANTA MARIA MAGGIORE

Il 4 ottobre del 1284  ebbe inizio la costruzione del duomo, una chiesa dedicata a Maria.

Nel 1358 venne compiuto l’altare maggiore con il ciclo di affreschi e il 26 dicembre il pievano di Travesio, cappellano della chiesa, celebrò la prima Messa. Poi nel 1410 da chiesa “privata” divenne chiesa parrocchiale..

Per il titolo di “Maggiore” il Pognici riporta: «Nel 1530, che si può dire l’età dell’oro di questa Chiesa, …assumeva il nome di Santa Maria Maggiore non vi essendo intorno ad essa la eguale».

Verso il centro della facciata nord è inserito il pregevole portale in pietra che nobilita la costruzione, eseguito nel 1376 da Zenone da Campione.

Il  prospetto ovest  è caratterizzato dal  portale  semplice ad arco acuto e dai sette finestroni  circolari distribuiti in modo ascensionale che rimandano ai sette occhi dell’agnello della visione apocalittica (Ap. 5,6) e mostrano la pienezza dello Spirito in azione.

L’interno

Entrando dalla porta ovest, la vista corre lungo la fascia centrale del pavimento in seminato e si alza sul grande Cristo della parete di fondo del presbiterio: è l’affresco della crocifissione più esteso della diocesi.

Nella navata centrale, caratterizzata da grandi archi a sesto acuto poggiati su pilastri,  sono collocati due amboni in pietra del 1487 di Giovanni Antonio Pilacorte da Carona.

Il tetto è a capriate e suggerisce continuità tra le tre navate.

Dopo il 1475 davanti al presbiterio fu istallato tra due muri il coro ligneo riccamente intarsiato da Marco Cozzi da Vicenza. Dal 1959, restaurato nel 1996, il coro è ammirabile nella chiesa dei SS. Giuseppe e Pantaleone, in centro città.

La navata meridionale

Sulla navata meridionale si possono ammirare varie opere fra le quali la cappella della Madonna del Carmine, originariamente intitolata alla Purificazione della Madonna. E’ uno dei capolavori della scultura cinquecentesca in Friuli, con una balaustra avanzata ricca di bassorilievi e statue. L’opera fu eseguita nel 1498 d  al Pilacorte. Lungo questa navata vi sono alcune tele di Gasparo Narvesa, pittore e doratore.

Cappella di destra e cappella maggiore

Al centro della cappella di destra, dal 1976, è stato collocato il fonte battesimale, scultura pregevole del Pilacorte eseguita nel 1492, autore anche della  statua di San Biagio (1485), collocata sul timpano alto della porta della sacristia.

Gli affreschi più antichi dell’abside vengono attribuiti ad un pittore locale o un aiutante del più conosciuto Vitale da Bologna, maestro emiliano del XIV secolo. La scelta dei temi raffigurati, scene del Vecchio e Nuovo Testamento, è forse un compromesso tra esigenza illustrativa di guida alla fede e proposta di modelli, o cartoni, pronti.

Cappella di sinistra e cappella di San Michele

Nella cappella del SS. Sacramento è stato collocato il grande crocifisso ligneo cinquecentesco restaurato di recente. Nell’attigua cappella di San Michele sono state collocate due lunette dipinte che un tempo chiudevano l’arco a fianco dell’organo,  attribuite al pittore Antonio de Sacchis detto il Pordenone o alla sua bottega.

La navata settentrionale

Di fronte al portale settentrionale si trova la pila dell’acqua santa che si penserebbe del Pilacorte, autore anche dell’altare di Sant’Andrea.

Capolavori del Pordenone risalenti al 1524, sono la grande tela dell’Assunzione di Maria, che costituiva l’anta chiusa dell’organo e le due tele interne delle portelle che mostrano, a sinistra dell’organo,  la Caduta di Simon Mago e, a destra,  la Conversione di Saulo.

Altre opere pregevoli dell’età rinascimentale sono conservate nella cripta .

Nel suo insieme lo spazio leggero del duomo resta compreso fra tante scansioni d’opere che parlano di fede, testimonianze di anelito spirituale che artisticamente emozionano, dottrina consolidata nella tradizione che rispettosamente ma fermamente interpella con la ricchezza dei segni liturgici e la pregnanza dei significati.

Santa Maria di Spilimbergo vanta il privilegio di essere uno degli edifici sacri friulani più dipinti nel Trecento. E’ l’unico integro dall’origine, pur con i segni del tempo e degli eventi.


CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA

Architettura - Scultura - Pittura

Annessa all’antico primo ospedale è stata costruita nel 1346, sotto gli influssi dello stile romanico-gotico, le cui linee strutturali traspaiono ancora fra i numerosi rifacimenti e lavori di modifica a più riprese eseguiti.

La chiesa è di forma rettangolare, lunga m. 20, larga m. 9 e alta m.8 al piano di gronda.

Il campanile ha base di m. 4,85 x 5 e l’altezza di m. 26,75.

Solo nel 1933 è stato riportato alla luce, dietro l’Altar Maggiore, l’affresco della crocifissione (sec.XIV). Con la struggente crudità ben rappresenta la drammatica scena della morte di Cristo, povero tra i poveri, compendio di quelle misere esistenze. E’ probabile opera di un artista d0oltralpe recuperata di recente nella sua quasi interezza.

Anche i lacerti di affresco della facciata esterna sono da attribuirsi alla stessa epoca, ma più riconducibili forse all’affresco del Duomo.

Il portale in pietra è sormontato dal blasone della Confraternita dei Battuti (l’indice e medio alzati) e dal cartiglio recante le parole latine che tradotte stanno ad indicare la duplice natura dell’Agnello Divino.

Si legge poi inciso sull’architrave il pressante invito evangelico “Parate Viam Domini”.

Davanti alla chiesa fino al 1875, esisteva l’antico porticato e la loggia ove spesso avevano sede le tumultuose adunanze di popolo contro lo strapotere feudale.

Anche il più antico affresco raffigurante i confratelli in processione penitenziale è andato purtroppo perduto.

Il soffitto affrescato da Giuseppe Bozzi nel 1746, riproduce tre bozzetti del Tiepolo, conservati nel Duomo di San Daniele, raffigurante: l’Assunta, la decollazione di Giovanni Battista e la distribuzione delle focacce in memoria della pia pratica osservata il 24 giugno di ogni anno dai Confratelli in favore dei poveri del luogo.

L’Altare Maggiore (1739) e i due altari laterali sono veri gioielli di scultura di squisitissimo gusto.

La pala dell’altare di destra è pregevole opera di Gasparo Narvesa e rappresenta la Visitazione di Maria e Santa Elisabetta (1583).

Cenni Storici

1324 - Sorge la Confraternita dei Battuti di Spilimbergo.

1325 - inizia la prima casa d’ospizio per i poveri, gli ammalati, i pellegrini (è il primo ospedale, qui trasferito dal sito dove sorge la chiesa vicina di San Giuseppe e Pantaleone).

1346 - costruzione della Chiesa di San Giovanni Battista.

1361 - 2 febbraio: consacrazione della chiesa.

1487 - erezione del campanile.

Dal 1500 al 1746 lavori di rifacimento altari, costruzione nuova porta e, da ultimo l’affresco del soffitto.

Dal 1859 la chiesa è officiata dalla parrocchia.

1875 demolizione della loggia e del porticato.

1936 lavori di restauro al soffitto.

1946 la chiesa viene dedicata ai Caduti di tutte le guerre e al Perpetuo suffragio.

1976 la chiesa è adibita a deposito generi vari per la popolazione terremotata(anche dopo la prima guerra mondiale la chiesa era stata adibita a deposito derrate).

1987/1989 lavori di consolidamento statico e restauro a seguito del sisma del 1976.

Bibliografia

  • E.Degani: La Diocesi di Concordia 1924
  • T.Linzi: Il Duomo di Spilimbergo e chiese minori 1952
  • L.Tesolin: La chiesa di San Giovanni Battista e Confraternita dei Battuti di Spilimbergo 1961
  • U.Bonfini: Spilimbergo 1971
  • M.Concina: Fradaia dei Battuti in Spilimbergo 1977
  • G.Coledani: San Giovanni del Romito 1987
  • Pro Spilimbergo: Spilimbergo 1987
  • M.Concina Chiesa di San Giovanni dei Battuti in Spilimbergo- sede perpetua dell’omonima confraternita 1989.