Indice
Cultura
Permezzo dei Profeti
Il Rinascimento
A Tavola
Percorsi Culturali
Il Tiepolo a Spilimbergo
S. Cecilia
Mosaico
Eventi 2015
Il Viaggio
I Santi Patroni
I Dottori
Mostre
Tutte le pagine

MOSTRA I COLORI DEL SACRO

"IL CORPO"

Mostra internazionale di illustrazione curata dal Museo Diocesano di Padova

Castello di Spilimbergo

3 marzo - 2 giugno 2019

Presentazione per gli insegnanti

Regolamento della visita e scheda di prenotazione

 

 


PER MEZZO DEI PROFETI

Bellezza e Parola in Verità nella via maestra della pittura

05 agosto - 23 settembre 2018

Chiesa di Santa Cecilia - Spilimbergo

Aperta tutti i giorni ore 10 - 18

Inaugurazione domenica 5 agosto ore 12,00

La mostra presenta una rassegna fotografica di particolari di affreschi rinascimentali presenti nelle chiese del nostro territorio e riguardanti molti dei 16 profeti biblici.

 

 


 

 

IL RINASCIMENTO

NELLE CHIESE DELLO SPILIMBERGHESE

LE CHIESE DELL'ARTE

FINALMENTE APERTE

Pare che la natura benigna, madre di tutti, faccia alcuna fiata dono di cose rarissime ad alcuni luoghi, che non ebbero mai di cotali cose alcuna conoscenza; e ch’ella faccia anco talora nascere in un paese di maniera gl’uomini inclinati al disegno et alla pittura, che senza altri maestri, solo imitando le cose vive e naturali, divengono eccellentissimi”. Giorgio Vasari.

Quello che presentiamo è un atto di fede senza dubbio, più che una scommessa vinta. Era una richiesta conclamata da tante parti, anche un’attesa disperata: trovare aperte le chiese famose per i cicli di affreschi e per citate opere d’arte sacra.

Spopolamento, crisi economica, anzianità di parroci, una complessiva riduzione di vita ecclesiale e di rigenerazione culturale oltre che fisica nei piccoli paesi, hanno portato all’inevitabile chiusura protettiva di tante chiese. Così restano tesori nascosti molte opere d’arte sacra, fra le più importanti, mirabili e celebrate del rinascimento in Friuli. Che per secoli hanno segnato la cultura religiosa nel nostro territorio. Così le visitazioni possibili sono ridotte ai fedeli locali per le rarefatte celebrazioni liturgiche e a pochi gruppi temerari, spesso di studiosi stranieri, all’inseguimento dei pochi parroci tormentati dall’impegno conservativo. A volte anche gelosi custodi del patrimonio straordinario loro affidato. Eppure talento, ispirazione, meditazione di veri artisti rinascimentali quali Gianfrancesco da Tolmezzo, Pordenone, Amalteo, Narvesa sopra tutti, dopo 500 anni offrono ancora risonanza di piena umanità, esperienza di elevazione spirituale, forza comunicativa per immagini dei grandi temi dottrinali della religione cattolica, magari contestualizzati in un tempo che sembra dare più spazio di oggi all’azione dello Spirito Santo.

Stando allora dalla parte di sant’Agostino (non si può amare se non il Bello), di Balthasar (Bellezza è l’ultima parola che l’intelletto pensante può osare pronunciare, perché il suo splendore inafferrabile incorona il vero ed il bene ed il loro indissolubile rapporto), ora finalmente possiamo dare nuova opportunità d’incontro felice con l’arte sacra di piena tradizione occidentale nata e coltivata in questo nostro territorio, senza che gli “eccellentissimi artisti” abbiano visto Firenze o Roma, come scrive il Vasari. La Diocesi Concordia-Pordenone per una parte, la parrocchia di Spilimbergo in seconda battuta, con il sostegno di Regione Friuli Venezia Giulia e la collaborazione del MIBACT – Polo Museale del Friuli Venezia Giulia, hanno potuto organizzare un calendario di apertura assistita nei giorni festivi di primavera ed estate, da aprile a settembre, di 10 chiese altrimenti non visitabili. Altre nove almeno sono invece aperte con orari variabili tutti i giorni e permettono così di organizzare tra tutte vari e accattivanti Percorsi Culturali tematici nella “Via Maestra della Pittura”.

Non è stato facile, forse due ore organizzate nelle domeniche pomeriggio sono poche, ma ciò consente di avviare la collaborazione da una parte con il Cammino di San Cristoforo coordinato dal GAL Montagna Leader, dall’altra con il comune di Pordenone in vista della grande mostra del 2019 dedicata a Giovanni Antonio de Sacchis detto il Pordenone. Di lui sono almeno dieci nello spilimberghese le chiese dove ha dipinto, dai suoi primi affreschi alle opere più mature, fino a quelle terminate dal suo erede Amalteo.

Ringraziando per il sostegno il gruppo SINA s.p.a., l’Agenzia delle Assicurazioni Generali di San Vito al Tagliamento e Spilimbergo, la Tecno 3 s.a.s., e soprattutto le persone che si sono prestate al servizio di accoglienza, ribadiamo la considerazione che la loro disponibilità rende accessibile ai più un patrimonio di enorme valore storico, estetico, ma anche umano e spirituale, da riscoprire in tutta la sua valenza di cultura religiosa e apprezzare fin nei dettagli per la sua confortante proposta di Bellezza.

Alessandro Serena

Link della locandina dell'evento

Link del Depliant

 

 

ESTATE DELLO SPIRITO

2017

 

“ Il bello ci porta a Dio”

In s. Cecilia la mostra fotografica “ la MENSA nella pittura dell’arte sacra”

visite  dalle 10,00 alle 19,00

 

Cripta del Duomo  mostra “Icone”

visite 10,00 - 12,00 e  15,00 -19,00

PANE VINO E MANNA

da guardare a Spilimbergo

Come ogni estate ormai da molti anni, nella prima chiesa di Spilimbergo, Santa Cecilia, appena dietro il Duomo, da domenica 30 luglio e tutti i giorni dalle 10 alle 19 fino al 10 di settembre, sarà aperta una mostra fotografica, curata dalla commissione cultura e scuola della parrocchia di Santa Maria Maggiore, dal titolo “LA MENSA NELLE PITTURE PER L’ARTE SACRA”. Essa presenta la ricognizione fatta in tutta la diocesi Concordia-Pordenone delle opere d’arte che riguardano il tema fondamentale legato alla mensa, cioè il nutrimento vitale (ma non di solo pane vive l’uomo) e la condivisione (l’amore di Dio è per tutti e la festa è per tutti). Una quarantina di opere trovate in altrettante chiese offrono varie rappresentazioni per lo più di tre racconti: le nozze di Cana, l’ultima cena di Gesù, la raccolta della manna. Molte sono di epoca rinascimentale, altre seicentesche, alcune di tempi abbastanza recenti. Spesso ripropongono canoni iconografici “sicuri” quando non stereotipati, e certamente meriterebbero viste nel loro contesto architettonico e capite e apprezzate per la funzionalità liturgica e catechetica che le hanno volute, dettate e ispirate. Tuttavia vanno guardate bene, ciascuna, perché molti particolari (gesti, posture, espressioni, sfondi, colori, disegni, luci, abbigliamenti e più ancora atteggiamenti espressivi) offrono la suggestione di una ricerca estetica che, pur dettata da canoni religiosi e culturali datati, insegue significati carichi di trascendenza e insieme di umanità, cui rendono onore e merito con il senso della bellezza. Certo il Pordenone, l’Amalteo, il Tintoretto, primeggiano e colpiscono ancora. Si offre comunque l’occasione di pensare, a quanti amano pensare, quali interpretazioni potrebbero uscire oggi da artisti contemporanei, capaci di sondare la teologia attraverso poesia ed estetica suggerendo novità culturale e rinnovato benefico incanto. Anche perché ci si sente orfani di arte per la religione e si riscontra un diffuso analfabetismo nel campo. Eppure l’arte quando è tale parla di Dio e dà gioia vera, produce nuova conoscenza e nuova coscienza, riconcilia lo spirito con la dignità del vivere. Quali sono allora, quali potranno essere le raffigurazioni in cui ci si sente quasi seduti alla stessa mensa dei dodici, alla stessa festa di sconosciuti sposi, alla stessa fiduciosa e spensierata raccolta del quotidiano dono della vita? Come si usa dire: vedere per credere, ma diciamo ancora meglio: credere per vedere!

 

 

 


A TAVOLA 2017

Palazzo Tadea 02 aprile - 04 giugno 2017

orario 10,00-12,00/15,00-19,00

festivi 10,00-12,30 / 15,00-19,30

Locandina

Presentazione

Schede e regolamento per le visite guidate e i laboratori

 

 

 


PERCORSI CULTURALI 2016

PARROCCHIA SANTA MARIA MAGGIORE di SPILIMBERGO

PERCORSI CULTURALI NELLO SPILIMBERGHESE

UN TERRITORIO D’ARTE TRA ‘300 E ‘600

La valenza storica-culturale è ben motivata dalla ricchezza di originali ed egregie testimonianze artistiche, particolarmente pregevoli, del medioevo e dell’età umanistica. La presenza dei più rilevanti cicli di affreschi e delle più importanti opere pittoriche del Friuli, dal ‘300 al ‘600 almeno, tali da meritare alla zona il titolo di “via maestra della pittura”, e la diffusa presenza di sculture in pietra emblematiche del rinascimento, offrono una risorsa incomparabile da valorizzare per ritrovare e conoscere radici identitarie nel nostro territorio. Siamo certi della novità della proposta, che favorisce il ruolo educativo della scuola.

Il progetto prevede l’offerta di visite guidate e laboratori creativi sui seguenti tre temi:

A)   IL CANTO DEGLI ANGELI DI PIETRA

B)   DIALOGHI SECOLARI CON MURI AFFRESCATI

C)   TRASFIGURAZIONI E STORIE IN TAVOLE E TELE DIPINTE

A) IL CANTO DEGLI ANGELI DI PIETRA

a) visita guidata ad almeno due chiese fra Travesio, Sequals, Spilimbergo, dove insistono le opere maggiori di GIOVANNI ANTONIO BASSINI detto il PILACORTE, con angeli e putti musicanti in pietra. Si propone:

- comparazione storica contestuale e riferimenti artistici,

- simbologie dottrinali e culturali,

- principali termini della scultura in riferimento all’architettura,

- exibit alla scoperta del mondo della scultura in pietra.

b)    laboratori creativi:

- elaborazione di immagine e disegno,

- tridimensionalità,

- metodi della scultura,

- esecuzione di piccolo bassorilievo o piccola scultura.

B) DIALOGHI SECOLARI CON MURI AFFRESCATI

a)   visita guidata ad almeno due chiese fra Spilimbergo, Barbeano, Valeriano, Travesio, Lestans, Baseglia, dove insistono le opere maggiori riferite a VITALE DA BOLOGNA e TOMMASO DA MODENA (per il ‘trecento), di GIANFRANCESCO DA TOLMEZZO (per il ‘quattrocento), Giovanni Antonio de Sacchis detto il PORDENONE e POMPONIO AMALTEO (per il ‘cinquecento), con i più importanti cicli di affreschi. Si proporrà:

- comparazione storica contestuale e riferimenti artistici,

- lettura delle simbologie dottrinali e culturali,

- exibit alla scoperta del mondo della affrescatura.

b)    laboratori creativi:

- elaborazione di immagine e disegno,

- sinopia,

- preparazione dei colori,

- esecuzione di piccola tavoletta di affresco.

C) TRASFIGURAZIONI E STORIE IN TAVOLE E TELE DIPINTE

a)  visita guidata ad almeno due chiese fra Spilimbergo, Usago, Travesio, Baseglia, dove insistono le opere di GIOVANNI MARTINI, GIOVANNI ANTONIO DE SACCHIS detto IL PORDENONE e POMPONIO AMALTEO (per il ‘cinquecento), GASPARO NARVESA  (per il ‘seicento) con pale d’altare e portelle d’organo. Si proporrà:

- comparazione storica contestuale e raffronto con i riferimenti artistici,

- lettura delle simbologie dottrinali e culturali,

- exibit alla scoperta della pittura a tempera e ad olio

b)    laboratori creativi:

- elaborazione di immagine,

- disegno,

- preparazione della tavoletta e dei colori

- esecuzione di piccolo dipinto.

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

E’ possibile contattare i responsabili anticipando via fax la scheda di prenotazione o una richiesta di informazioni ai numeri:

fax 0427 –  50564

mobile 347.7165067

e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Schede e regolamento per le visite guidate e i laboratori

dei PERCORSI CULTURALI NELLO SPILIMBERGHESE

 


IL TIEPOLO A SPILIMBERGO – arte che medita la misericordia

A Spilimbergo nella chiesa di san Giovanni, dove già è stata allestita la mostra sul Pordenone, il soffitto è stato affrescato da Giuseppe Buzzi nel 1746 su bozzetti di Giambattista Tiepolo. Gli originali tiepoleschi sono ben conservati in Duomo a San Daniele del Friuli e raramente esposti. Erano stati commissionati al Tiepolo nel 1735 per la chiesa di Santa Maria della Fratta, ma la necessità di ricostruire il duomo di San Daniele dopo il crollo di parti del precedente edificio, ha fermato il progetto. Giuseppe Buzzi, pittore sandanielese di buona mano, fu chiamato a Spilimbergo dalla confraternita dei Battuti e ben pensò di utilizzare il lavoro del Tiepolo. La mostra ora allestita nella stessa chiesa consente finalmente il confronto tra i due lavori. Mai si sono visti i bozzetti originali del Tiepolo a Spilimbergo e tanto meno c'è stata una mostra a lui dedicata. La chiesa di san Giovanni, detta dei Battuti in quanto edificata nel XIV secolo dalla confraternita omonima, è stata ospedale per secoli, e le raffigurazioni degli affreschi fanno anche riferimento alla carità e alla misericordia divina, tema pastorale dell'anno in corso. Il tema ha dunque suggerito la possibilità di organizzare una preziosa mostra d’arte e di cultura religiosa insieme, che affianca ai bozzetti originali altre opere del Tiepolo, quali ottime riproduzioni di pale d'altare, di affreschi e d'altre tele tematicamente significative, individuate anche in Friuli nell'udinese e nella stessa nostra provincia, riguardanti santi ed episodi relativi alla carità e testimonianze simboliche della misericordia in narrazioni vetero-testamentarie.

All’interno della fede cristiana, si può pensare che la pienezza del bene vero per l’uomo coincida con la misericordia di Dio e che questo bene e dunque essa misericordia siano naturalmente percepibili da ciascuno, attraverso il proprio intelletto e la propria sensibilità: quello si nutre di grazia e di umiltà, questa si alimenta di percezione estetica e di cultura. Allora con l’aiuto dell’arte si può intendere la misericordia, essere felici di poterne godere e grati di talenti messi mirabilmente a frutto.

La mostra, che fa ben sperare in un positivo servizio culturale alla città ed alla comunità regionale, è curata da Alessandro Serena e allestita dalla commissione cultura della Parrocchia di Spilimbergo, si avvale della consulenza della dottoressa Martina Lorenzoni che a Udine ha collaborato per le mostre sul Tiepolo e che firma i testi di accompagnamento. Ha ottenuto il patrocinio della Regione FVG e delle Province di Udine e Pordenone assieme al Comune di Spilimbergo, e la collaborazione in vari modi del MIBACT-Direzione Generale Musei-Polo museale del Friuli Venezia Giulia, delle Diocesi di Concordia-Pordenone e di Udine, delle Parrocchie di San Daniele del Friuli e di Carpeneto, del Museo e Gallerie del Tiepolo di Udine, dell’Ufficio beni culturali della curia di Padova, della Parrocchia di Verolanuova. Sarà aperta al pubblico dal 23 luglio al 25 settembre 2016, dal martedì al sabato dalle ore 10 alle 12 e dalle 16 alle 19, domenica e festivi dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 21, ingresso con biglietto intero euro 5,00 e ridotto 4,00, gratuito per i ragazzi fino ai 14 anni.

 

 

 

 

 


 

Mostra fotografica nella chiesa di Santa Cecilia

I santi sono i campioni della carità: nel loro tempo e nel loro contesto umano essi hanno capito e interpretato autenticamente l’amore di Dio per l’uomo, ma soprattutto lo hanno testimoniato e concretizzato con opere misericordiose rivolte al prossimo. E in questo Anno Santo della misericordia, a loro è dedicata la mostra ‘I campioni della carità – arte che medita la misericordia’ (ingresso gratuito), che sarà visitabile nella chiesetta di Santa Cecilia a Spilimbergo dal 23 luglio al 25 settembre, in contemporanea con un’altra mostra dedicata alla misericordia: ‘Il Tiepolo a Spilimbergo – arte che medita la Misericordia’ (questa nella chiesa di san Giovanni dei Battuti). Nella mostra, aperta tutti i giorni dalle 9 alle 19, saranno esposte foto di affreschi (presenti nelle chiese dello Spilimberghese) che rappresentano questi uomini che hanno saputo camminare nella bellezza della misericordia: la Madonna, mater misericordiae, San Rocco che si è speso per gli appestati, San Nicola che ha salvato i naufraghi, san Martino, san Floriano, san Leonardo, san Cristoforo, san Valeriano, santa Apollonia, ma anche i beati che varcano la porta del paradiso. Tutti santi che troviamo dipinti o scolpiti da nostri grandi artisti, tra cui il Pordenone, il Pilacorte, Pomponio Amalteo.

Venerdì 5 agosto, alle 20.30 presso la sala Cinema Castello, ci sarà la presentazione delle mostre organizzate dalla commissione cultura della parrocchia di Spilimbergo, entrambe volte a meditare la misericordia. Infatti l’arte sacra è un aiuto, una via privilegiata per comprendere la misericordia: la percezione estetica di opere raffiguranti l’umanità e la carità nutre la sensibilità necessaria per capire e accogliere la pienezza del bene vero per l’uomo. Sarà la dottoressa Martina Lorenzoni ad illustrare l’opera del Tiepolo e il lavoro di Giuseppe Buzzi a Spilimbergo, mentre don Simone Toffolon parlerà del rapporto consolidato tra arte e teologia della misericordia. Per l’occasione ci sarà apertura serale delle mostre.


 




MOSAICO TRA ORIENTE E OCCIDENTE

ARTE CHE MEDITA LA MISERICORDIA

La mostra che viene qui proposta, grazie alla premura e disponibilità del maestro mosaicista Rino Pastorutti, dell’agiografo Blasios Tsotsonis, della collezione e dell’archivio di Mosaicpro, risponde alla necessità culturale di riguadagnare i linguaggi estetici dell’esperienza religiosa. La dimensione religiosa a tutti gli effetti è un’esperienza estetica, intendendo per estetica ciò che è teoria della sensibilità, della percezione sensibile, e perciò pensiero razionale o razionalità riguardo i sensi.

Il cristianesimo, a differenza dell’ebraismo e dell’islam, che sono religioni della Parola, è religione dell’immagine, del corpo e della sensibilità, poiché si riferisce quale modello all’incarnazione del Verbo, “immagine del Dio invisibile”. Una storia anticipata dai profeti che invocano la misericordia di Dio, annunciata a Maria, compiuta con il sacrificio di Cristo e con la sua Resurrezione, che mostra a tutti e per tutti qual’è la pienezza di umanità raggiungibile, perciò riconoscendo l’amore di Dio, la sua Misericordia. Questa risuona nell’intimo di ciascuno attraverso la percezione della bellezza. Dunque l’arte, che cerca bellezza nella verità di humanitas della storia di Gesù, ci aiuta a capire il Sommo Bene e ci regala bagliori di felicità con la meraviglia della Trascendenza.  L’arte è un linguaggio estetico, fatto più di percezioni che di giudizi, è una messa in scena del livello più profondo delle percezioni.

Afferma il teologo H. U. von Balthasar: “La bellezza disinteressata senza la quale il vecchio mondo era incapace di intendersi, ha preso congedo in punta di piedi dal moderno mondo degli interessi, per abbandonarlo alla sua cupidità e alla sua tristezza. … In un mondo senza bellezza… anche il bene ha perduto la sua forza di attrazione, l’evidenza del suo dover-essere-adempiuto… In un mondo che non si crede più capace di affermare il bello, gli argomenti in favore della verità hanno esaurito la loro forza di conclusione logica”.

Bruno Forte nel suo libro “La Bellezza di Dio” scrive poi: “Di questa santità, intesa come bellezza e unità con l’Eterno, la modernità, tempo della ragione forte ed emancipata, ha perso il senso e la strada. Perciò l’epoca moderna è il tempo dell’utopia: dove la ragione moderna pensava di aver tutto compreso, la volontà di potenza delle ideologie ambiva ad imporre alla realtà complessa e drammatica la totalità senza ombre dell’idea, rincorrendo l’aspirazione utopica di un compiuto regno dell’uomo. In questa ambizione, affamata di totalità, non restava spazio per la Trascendenza, perché non può esserci posto per il divino lì dove non siano riconosciuti l’ulteriorità e l’indicibilità del mistero: la bellezza evoca, non cattura, suscita, non arresta, invoca, non presume. Perciò, nel tempo dell’utopia velleitaria della ragione adulta la bellezza è stata respinta, esiliata o ridotta a calcolo, a volgarissimo kitsch, … Ciò di cui allora v’è urgente bisogno al compimento della parabola dell’epoca moderna è un recupero della bellezza della verità e del bene, che li faccia amare, poiché, come dice sant’Agostino (De musica), “non si può amare che il bello”. … Fra utopia e disincanto sarà la riscoperta del bello che aiuterà ad incontrare il Tutto nel frammento…”. E tutti cerchiamo il fascino, la meraviglia, l’appagamento dato dalla bellezza. Dunque cerchiamo Dio.

Nei suoi “saggi di architettura e di iconografia dello spazio sacro”, a proposito della mobilitazione degli affetti e della via estetica della fede, Roberto Tagliaferri scrive: “L’estetica rappresenta il momento della fascinazione ambigua e labirintica della verità ed è il luogo proprio dell’interiorità, della coscienza spirituale. Il suo gioco dichiara esaurita la datità immediata dell’esperienza e registra una sporgenza, una non coincidenza col mondo. Svela all’essere-nel-mondo la sua originaria dis-abitazione. Apre incessantemente un varco tra le esattezze di una conoscenza puramente oggettiva e le utilità di un interesse puramente funzionale al bisogno. E’ il gioco del dono senza contro-dono, della grazia attraverso e oltre la legge della natura e della morale, della scienza e della religione. L’estetica non asseconda il dualismo di mondo e sovramondo, apre il mondo all’infinita possibilità di esperienze, compresa l’esperienza religiosa, corredata da un’autocomprensione razionale propria, non riducibile al razionalismo scientista. Da questo punto di vista opera un arbitrato nella dura contesa tra grazia e libertà, tra fede e ragione, perché risparmia l’uomo dal suo sacrificio per compiacere Dio e salva l’irriducibilità del dono dall’alto. L’estetico va oltre l’eccitazione dei sensi e diventa prolessi della trasfigurazione, dei nuovi cieli e della nuova terra; si carica dei problemi fondamentali, si disfa volentieri delle mere suggestioni retoriche dell’arte come divertimento o del sentimento come soggettivismo solipsistico”.

Le strade dell’arte sacra si divisero tra Oriente e Occidente circa il valore sacramentale delle immagini, sebbene rimase comune l’alto valore attribuito all’arte e alla dimensione estetica, con un’identica strategia di fondo per cui l’evangelizzazione era stata affidata più all’occhio che all’orecchio. L’immagine è stata più contagiosa dello scritto. L’oriente ha perseguito più decisamente la via “sacramentale” dell’immagine, legando all’efficacia anche un valore teologico. In Occidente però l’immagine ha quasi più riscontro che in Oriente. L’Oriente ha raffinato la simbolizzazione teologica e la teologia della luce, l’Occidente ha accolto ogni stile, tecnica o ispirazione, poiché tutto può e deve proclamare e celebrare in Gesù Cristo per lo Spirito Santo le meraviglie di Dio.

“L'icona evoca un archetipo, cioè desta nella coscienza una visione spirituale: per chi ha contemplato nitidamente e coscientemente questa visione, questa nuova, secondaria visione per mezzo dell'icona, è anch'essa nitida e cosciente ... Qui non si può concedere il minimo spazio all’idea che sarebbe la soggettività di chi la osserva che si manifesterebbe attraverso l’icona – tanto questa si mostra viva, indubitabilmente oggettiva e autonoma allo sguardo sia dello spirito, sia del corpo. Come una visione sfolgorante, straripante di luce si mostra l’icona” (Florenskij, Le porte regali).

L’Occidente cristiano, pur essendo debitore dell’arte bizantina, ha scelto la mediazione antirituale delle icone, che perdono sacralità ed esaltano le proprietà psicologiche e introspettive dell’artista. La prospettiva introdotta nel Rinascimento poi, cerca di rappresentare la realtà per l’occhio umano, l’occhio dell’artista e dello spettatore: l’immagine diventa Bibbia dei poveri e catechesi per gli illetterati. E si passa infine dal culto dell’immagine al culto dell’arte, spesso perdendo esperienza, emozione, presentimento del sacro, in favore di controllo, ideologia e dottrina. Oggi soprattutto il diffondersi dei mass-media ha enfatizzato il vedere sull’ascoltare. Allora guardiamo bene queste opere dove riconosciamo sottesa una profonda meditazione, sia nel riproporre magistralmente archetipi di icone e pregnanti, significative immaginazioni d’artista, sia nella paziente e raffinata traduzione in mosaico delle stesse: tutte comunque rimandano all’amore di Dio per l’umanità.

Lasciando perdere le molte altre implicazioni storiche, filosofiche e teologiche dello sviluppo dell’arte sacra in Oriente e Occidente, stiamo con Giovanni Paolo II che così dice in Duodecimum saeculum n. 12: “La nostra tradizione più autentica, che condividiamo pienamente con i fratelli ortodossi, ci insegna che il linguaggio della bellezza, messo al servizio della fede, è capace di raggiungere il cuore degli uomini, di far loro conoscere dal di dentro Colui che noi osiamo rappresentare nelle immagini, Gesù Cristo”.



EVENTI ESTATE 2015

Commissione cultura della parrocchia di Spilimbergo

 

Mostra: 8 agosto - 4 ottobre500 ANNI - IL PORDENONE A SPILIMBERGO

Temi, disegno, colori, scenografie

aperta giovedì - domenica e festivi

ore 10-12 e 16-19       chiesa di San Giovanni dei battuti, via Mazzini, ingresso gratuito

 

Mostra filatelica: 2 – 30 agostoGRANDI COMPOSITORI DELLA MUSICA POLIFONICA E STRUMENTALE DAL ‘400 AI GIORNI NOSTRI

Collezione Bruno Marchesin

Ore 8-18 Cripta del Duomo di Santa Maria Maggiore

Ingresso gratuito


 

 

il Viaggio

28 marzo – 02 giugno 2015

 

SPILIMBERGO settima  rassegna  internazionale  di  illustrazione

Egregio Dirigente scolastico, Insegnante, Educatore,

confermiamo di aver calendarizzato come sopra indicato la rassegna internazionale di illustrazione “i colori del sacro: IL VIAGGIO”. La mostra, organizzata dal Museo Diocesano di Padova e portata nel castello di Spilimbergo a cura della parrocchia di Santa Maria Maggiore, è una proposta culturale che nelle precedenti edizioni ha sempre avuto pieno successo, raccogliendo ogni volta in regione la partecipazione del più alto numero di gruppi. Questa settima edizione propone il tema “IL VIAGGIO” esponendo un elevato panorama di significativa creatività, con la selezione mondiale di tavole originali pubblicate in libri per l’infanzia o create appositamente per questa iniziativa di spicco.

Vogliamo sottolineare la ricchezza della proposta che consente una fruizione multiculturale e trasversale a più materie di studio ed una didattica attiva utile per la conoscenza reciproca, il confronto e la convivenza pacifica. Un’esperienza diretta di dialogo con gli artisti, che consente di comprendere la cultura, l’arte, la religione come elementi essenziali all’educazione.

È possibile visionare aspetti della mostra sul sito di Padova, ricordando che il progetto didattico sarà diverso: www.icoloridelsacro.org


Segnaliamo inoltre che, in sinergia con il tema ma anche disgiuntamente dalla rassegna, abbiamo sviluppato i “Percorsi culturali nello spilimberghese: un territorio d’arte tra ‘300 e ‘600” con possibilità di concordare visite guidate tematiche e di usufruire di laboratori di scultura, pittura, affresco, tenuti da affermati artisti professionisti.

Sappiamo che l’iniziativa è attesa e sempre ben accolta, e va tenuto conto del nostro sforzo di mantenere contenuti i costi e lineari le modalità di partecipazione.

Ringraziando, rimaniamo a disposizione per ogni approfondimento anche in un eventuale incontro diretto di presentazione.

Con i più distinti saluti.


Alessandro Serena

coordinatore

 


I SANTI PATRONI

Ogni chiesa parrocchiale ha o un santo/a patrono/a, o la Vergine Maria con uno dei vari titoli con i quali viene invocata, oppure, in casi particolari, anche Gesù, lo Spirito Santo, la Santissima Trinità.

I santi Patroni o la Vergine Maria sono invocati come speciali intercessori presso il Signore a favore del  popolo di quella comunità.

Sono vari i motivi  per la scelta del santo Patrono, ma in genere sono motivi che si rifanno a fatti di storia locale o scelti  come aiuto in particolari  avversità per le quali si chiede l’intercessione del Patrono, per esempio  in luoghi soggetti all’inondazioni venivano scelti Patroni che salvano dalle acque o in zone con presenza di malattie santi che  proteggono contro di esse ecc...

Oggi, più semplicemente, i santi Patroni sono coloro che con la loro vita ci indicano e ci mostrano la via per giungere ad incontrare Dio.

La presenta dei santi Patroni è un modo per ricordare che tutti siamo chiamati, non nonostante, ma attraverso la nostra vita concreta e quotidiana, a vivere la santità che è amicizia  e relazione fiduciosa e confidente con Dio Padre.

Il santo Patrono poi ci richiama l’appartenenza ad una comunità concreta, nella quale siamo chiamati a cooperare e a condividere con corresponsabilità  le scelte e gli impegni.

E... anche quando siamo via per il mondo, la memoria dei santi Patroni ci ricorda la nostra chiesa e in essa il fonte battesimale dove siamo diventati cristiani e ci richiama alla coerenza di esserlo sempre e dovunque.

Nello spirito di fraternità e di sinodalità che stiamo tentando di costruire tra le comunità della nostra forania anche il richiamo ai santi Patroni, con alcune brevi note di conoscenza e alcune indicazioni di preghiera, possono aiutarci a camminare insieme incontro al Signore, sotto la guida e l’esempio di questi fratelli maggiori nella fede che ora cantano, nella gratitudine e nella gioia, con incessabile voce: Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell’universo.

Amen.

 

 


I DOTTORI DELLA CHIESA

Credo e Tradizione.

“La fede è luce. Chi crede vede, vede con una luce che illumina tutto il percorso della strada, perché è luce che viene a noi dal Cristo risorto, stella mattutina che non tramonta. Per questa luce si può vivere e morire , dando senso a tutta la vita”.

Così, papa Francesco, presenta la fede nella sua prima Enciclica “ Lumen fidei”.
Volendo, in quest’Anno della fede, richiamarne l’importanza per i cristiani, abbiamo fatto un pellegrinaggio nelle chiese delle nostre zone-forania e in esse abbiamo ammirato e fotografato le immagini di coloro che la chiesa chiama e venera con il titolo di “dottori della chiesa”. Con questo titolo si vogliono indicare coloro che, prima con la loro vita, e poi anche con lo studio e l’approfondimento teologico e spirituale hanno contribuito a comporre, in modo organicoe completo, il deposito e il patrimonio delle verità della fede e ne hanno costituito la Tradizione lungo i secoli.

La fede, infatti, non è statica, ma è come una fiammella che, se accesa, può “contagiare” e “illuminare” con la sua luce la vita del credente; e, trasmessa di generazione in generazione, da attualità di verità all’intero percorso della esistenza dell’umanità.

I “dottori delle chiesa” sono allora coloro che hanno tenuto accesa e ravvivata la fiamma della fede cristiana lungo i secoli.

C’è ancora un’osservazione che vorrei sottolineare: “i dottori della chiesa” a partire dalla loro esperienza di fede, dal contesto nel quale sono nati e cresciuti e dalla particolare spiritualità che hanno respirato, hanno sottolineato, di volta in volta, uno o l’altro aspetto della fede che nell’armonia tra tutti
ritrova la sua bellezza di sinfonia divina.

Non bisogna poi dimenticare che credere non è sempre facile, anzi a volte è faticoso e costa grande coraggio, pensiamo ai tanti martiri che per fedeltà alla fede nel Signore hanno dato la loro stessa vita, ma alla fine, si può sempre concludere che credere sarà anche difficile, ma è bello e riempie il cuore e la vita della speranza eterna.

Il semplice percorso fotografico che questa mostra propone è il passare da un dottore della chiesa all’altro e accogliere, come da fiore a fiore, il nettare della verità e della santità della fede nel Signore.

Così potremmo concludere citando ancora un passo dell’Enciclica “ Lumen fidei”: “Le mani della fede si alzano verso il cielo, ma lo fanno mentre edificano, nella carità, una città costruita su rapporti in cui l’ amore di Dio è il fondamento”.

mons. Natale Padovese

 


MOSTRE

1989 - Prima esposizione di libri edit. cattolica nel salone seminterrato della Casa Gioventù, a cura del Gruppo per la Cultura: Mario Sedran, fam. Serena, dott. A. Fumagalli e altri volontari.

1990 - Tema: “LA FAMIGLIA” aule 1° p. C.G. (art.“Avvenire”e annuncio su RAI 1 da Castelmonte).

1991 - “STORIA E SPERANZA” nella sala del teatro con strutture di P. De Rosa, a cura M. Sedran, Gigliola e Alessandro Serena , con intervista di RAI 3; idem altre edizioni anni seguenti.

MAGGIO:  Convegno sugli eventi della “Primavera di Praga” vissuti e descritti da A.M. Baggio nei 100 anni della Dottrina Soc. Cristiana.

1992 - Tema: “FUTURO E RESPONSABILITA’” sala teatro.

1993 - Tema: “TALENTI PER LA CIVILTA”.

1994 - Tema: “CULTURA E BENE COMUNE”.

1995 - Tema: “SAPERE PER CRESCERE” sala teatro - donazione delle strutture alla Parrocchia.

1996 - Tema: “VALORI COME TESORI”.

1997 - Tema: “CULTURA PER IL 2000”/ Inaugurazione B. Cescon su Rosmini - in sala teatro, a cura di: M. Sedran e coniugi De Monte con altri collaboratori.

Nel 1998/1999/2000: M. Sedran e Mons. Basilio impossibilitati allestirle per mancanza di volontari.

2001 - “LA CENTRALITA’della FAMIGLIA” curatori  Mosnich / Cazzetta - resp. M. Sedran.

2002 - “P. David M.TUROLDO” nel 10° anniv. morte - M. Sedran /M. Vazzoler/F. Serena (½ sala).

Nel 2003  M. Sedran e Mons. Natale impossibilitati allestirla per mancanza di volontari.

2004 - “CRISTIANESIMO E CIVILTA’ EUROPEA” e mostre ICONE VOTIVE ed EX VOTO, Gruppo Cultura con inaugurazione del Vescovo, presentazione di P. Goi, sedi: teatro, s. Cecilia, s. Michele.

E’ l’ultima grande mostra del libro realizzata; i risultati sono stati molto buoni nei 16 anni, ma si è preso atto della maggiore facilità di accesso a qualsiasi tipo di testo tramite internet e del positivo sviluppo di altre belle iniziative librarie (Portogruaro, Codroipo, Fiume Veneto, Pordenonelegge).


2005 - Primavera - mostra di illustrazione: “I colori del sacro / LA CREAZIONE”- Castello di Spilimbergo.

- Agosto - mostra: “LA CREATIVITA'” saggi artistici alunni - sala teatro - 500 pezzi.

2006 - Agosto - mostra: 70 LAVORI D’ARTE SULLA CREAZIONE / scuola di Fagnigola, pittore B. Fadel - teatro; -  mostra: Padre EGIDIO M. FOGHIN nel Centenario della nascita  - S. Cecilia, con pubblicazione libretto storico biografico e ristampa anastatica del suo libro Le lacrime della libertà.

2007 - Primavera. - mostra di illustrazione:  “I colori del sacro / ACQUA” - Castello di Spilimbergo.

- Agosto - mostra: SEGNI DEL SACRO - FONTI BATTESIMALI nella forania di Spilimbergo  - S. Cecilia; - mostra: SEGNI DEL SACRO - SIMBOLI LITURGICI NEL RICAMO - cripta del Duomo - (forania Spilimbergo).

2008 - Agosto - mostra:  S. PAOLO nel suo bimillenario della nascita  - S. Cecilia – (immagini in diocesi); - mostra: libri liturgici antichi, Antifonari, e filatelia - cripta del Duomo - (forania Spilimbergo).

2009 - Gennaio - mostra: ICONE  settimana di preghiera per l’unità dei cristiani – cripta del Duomo.

- Primavera - mostra di illustrazione: “I colori del sacro /DAL FUOCO ALLA LUCE” - sala teatro.

2010 - Novembre, dicembre - per i 600 anni di Chiesa: mostra “Opere Musive a Carattere Religioso” - San Rocco.

2011 - Primavera  - mostra di illustrazione: “I colori del sacro / TERRA” - Castello di Spilimbergo.

- Agosto - mostra:  IL PATRONO - immagini del patrono nella Forania di Spilimbergo - S. Cecilia.

2012 - Agosto - mostra: LA PORTA DELLA FEDE - S. Cecilia.

2013 - Primavera  - mostra di illustrazione: “I colori del sacro / ARIA” - Castello di Spilimbergo.


Mario Sedran, Gigliola ed Alessandro Serena